Report attività economiche Grottazzolina ottobre 2022 – giugno 2023, in 9 mesi perse 6 attività. Possibile soluzione un coworking nell’ex albergo con valorizzazione del lastrico solare

REPORT ANDAMENTO ATTIVITA’ ECONOMICHE GROTTAZZOLINA OTTOBRE 2022- GIUGNO 2023

Andamento attività produttive dal gennaio 2010 al gennaio 2023

A GROTTAZZOLINA SEMPRE MENO ATTIVITA’ ECONOMICHE. IN NOVE MESI PERSE ALTRE 6 ATTIVITA’ 

Un vecchio detto dialettale dice: “Le chiacchiere fà li piducchi e li maccherù rrempie la panza”

Purtroppo prosegue inesorabile la perdita di attività economiche operanti nel Comune di Grottazzolina. Dal settembre 2022 a Giugno 2023 hanno cessato 10 attività manifatturiere e di costruzione e 4 negli altri settori. Nello stesso periodo hanno aperto 4 attività manifatturiere e 4 negli altri settori. Il saldo è -6 per un totale di 335 attività economiche aperte ed operanti. Negli ultimi 10 anni abbiamo perso il 20%  di attività aperte nel nostro comune e il trend non sembra invertirsi. Questo dato, unito agli altri sul calo della popolazione in età scolastica, sulle case in vendita e sul numero dei residenti (vedi Cruscotto della decadenza su www.grottazzolina.info ), fotografa in modo inequivocabile il declino e la decadenza di quella che una volta era definita la Svizzera della val di Tenna.

Spesso la necessità di risolvere i problemi, la decadenza di Grottazzolina è un GRAVE problema, porta ad elaborare delle strategie che sono la base di future fortune. Per decenni il carattere dei Grottesi, la loro voglia di primeggiare ha consentito di  trasformare quello che sembrava essere un problema in un’occasione di rilancio ma ciò sempre accompagnato da una strategia, da una visione del futuro e delle sue sfide da parte dei nostri Amministratori. Negli ultimi anni, purtroppo, non è dato rinvenire strategie di rilancio, non si comprende l’idea che dovrebbe essere alla base dell’azione pubblica; non si comprendono quali dovrebbero essere le nuove occasioni da intercettare e quali le idee per “ripopolare” il centro storico e comunque l’intero territorio comunale.  Dal soggetto pubblico arrivano invece freddi dati economici e autocelebrative note su mirabolanti bilanci comunali da record che tuttavia ad oggi hanno prodotto unicamente un paio di marciapiedi di cui uno pure monco poiché, seppur condivisibile nell’intenzione di facilitare l’accesso pedonale al cimitero, totalmente scollegato dal tessuto del centro abitato  dalla Chiesa e da aree di sosta e, forse, la realizzazione del campo in sintetico al Paolo Valenti, come investimenti di lungo periodo. Per il resto il nostro bilancio comunale è infarcito di investimenti teorici e soprattutto di spese che andrebbero analizzate bene come ad esempio quelle relative alle corpose spese legali (quindi non investimenti per i cittadini Grottesi) per le cause perse dal Comune o per le spese su impianti dati in concessione o come i quasi quarantamila euro per il servizio di polizia municipale esternalizzato che sarebbero bastati per pagare un vigile urbano vero sedente costantemente a Grottazzolina e che rappresentasse un continuo collegamento tra l’Ente ed i Cittadini come sono stati Moroni, Giampieri etc..

I sei milioni stanziati da ben due anni (facendo diventare da record non uno ma due bilanci; ma la spesa se si riuscirà a partorirla sarà sempre una come del resto sta accadendo per molti altri comuni con bilanci gonfi di progetti di spesa spesso privi delle virtù dell’investimento) per la realizzazione della nuova scuola elementare con la contemporanea chiusura della Diaz che  considerando i dati decadenti sopra elencati e soprattutto il fatto che negli ultimi dieci anni la popolazione al di sotto dei 13 anni è scesa di 30 unità (quindi non c’è un problema spazi scolastici) non è una scelta strategica e non risolverà nessun problema e non invertirà la tendenza negativa registrata anzi forse determinerà il definitivo svuotamento del centro storico così completando la regressione da città a borgo e da questo a villaggio: Che fine farà la DIAZ? Un altro scheletro che si aggiungerà all’Ermete Novelli ormai chiuso dai tempi del terremoto (a proposito quando dobbiamo aspettare per la ristrutturazione della torre dell’orologio?) ed all’ex albergo che continua a rimanere lì senza un perchè senza un’utilità con un impatto visivo evidente e senza che alle promesse abbiano fatto seguito almeno dei tentativi concreti di dargli un senso storico.

Lo scopo della nostra Associazione è quello di analizzare i dati rilevare i problemi e tentare di proporre soluzioni che a nostro avviso possono cercare di arginare e addirittura invertire il denunciato trend negativo.

L’ideale sarebbe stato destinare lo scheletro dell’ex albergo a sede di attività socio sanitarie a servizio della media valtenna e dei borghi della val d’ete di cui Grottazzolina è stata per anni la città di riferimento ma, purtroppo, altre cittadine “amiche” sono state più rapide e volitive (Montegiorgio dove si è costituito un centro medico che accoglie i nostri medici di base e Rapagnano che sta ultimando un progetto di residenza assistita e servizi sanitari di alto profilo).

Persa quest’occasione una soluzione a bassissimo costo, di ancora minor sforzo organizzativo e d’immaginazione per il nostro Comune è certamente il COWORKING (tramite una passerella, vedi rendering che non è assolutamente realistico, ma solo sufficiente a rendere l’idea).. Uno spazio di lavoro condiviso in cui professionisti, freelance, imprenditori e altre persone lavorano insieme in un ambiente condiviso. Questi spazi possono essere gestiti da aziende specializzate o organizzati da comunità locali. L’obiettivo principale delle strutture di coworking è fornire uno spazio di lavoro flessibile, conveniente e collaborativo per coloro che non desiderano o non possono lavorare in un ufficio tradizionale. Le strutture di coworking offrono solitamente una varietà di servizi, tra cui:

Spazi di lavoro condivisi: sono scrivanie, tavoli o stanze in cui i membri possono lavorare in modo indipendente;

Sale riunioni: spazi dove i membri possono tenere incontri e collaborare con i colleghi o i clienti;

Servizi di stampa e scansione: per agevolare le esigenze di documentazione e stampa;

Wi-Fi ad alta velocità: un accesso internet affidabile per consentire ai membri di connettersi e lavorare senza interruzioni;

Spazi comuni: come aree lounge, cucine, aree relax, dove i membri possono socializzare e prendere una pausa;

Eventi e attività: alcune strutture di coworking organizzano eventi, workshop e attività per favorire la collaborazione e lo scambio di idee tra i membri.

I vantaggi delle strutture di coworking includono la possibilità di lavorare in un ambiente stimolante e professionale, condividendo risorse e conoscenze con altre persone che potrebbero appartenere a diverse industrie o settori. Questo può portare a nuove opportunità di networking, collaborazione e crescita professionale. Inoltre, le strutture di coworking possono essere un’alternativa più economica rispetto all’affitto di uffici tradizionali, specialmente per chi lavora da solo o per piccole imprese.

Questo spazio potrebbe essere facilmente e velocemente realizzato nell’ex Albergo anche coinvolgendo gli altri proprietari. che crediamo siano fortemente interessati a portare a reddito i soldi a suo tempo investiti per l’acquisto di alcune parti dell’immobile.

Gli effetti sarebbero significativi. Spazio recuperato con un enorme guadagno del decoro urbano; numerosi posti di lavoro creati; risveglio dell’ormai assopito centro storico con conseguente rinvigorimento delle attività economiche esistenti e l’avvio di un percorso per la nascita di altre.
Infine, se ritrovassimo la nostra antica capacità di sognare in GRANDE potremmo spingerci sino ad immaginare la valorizzazione dell’ultimo piano dell’ex Albergo. Secondo un progetto del Maestro Oliviero Leti (che sarà presentato a breve sul nostro sito unitamente ad un’intervista con l’ideatore) tramite una passerella dai Giardini di Via Giuseppe Verdi sarebbe possibile raggiungere la terrazza che opportunamente messa in sicurezza avrebbe una vista mozzafiato su tutta la val Tenna. Si vedrebbero sia i Sibillini che il mare adriatico. Questo luogo potrebbe essere adibito tranquillamente anche a spazio pubblico fruibile per spettacoli o altri eventi. Ad ogni problema c’è una soluzione anzi un’opportunità a patto di avere una visione strategica e di pensare in grande. Queste due cose per ora mancano a Grottazzolina ormai relegata dalla politica a galleggiare in un limbo in attesa di trasformarsi in un Borgo in via di estinzione.

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